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Tendenza Macarons

Pubblicato da: stefystreghetta su: marzo 10, 2010

Scoperti tempo fa mentre preparavo l’articolo dedicato a Maria Antonietta per questo blog, perchè si sostiene che siano stati i suoi dolci preferiti; i macarons sono dei dolcetti a base di farina di mandorle, zucchero vanigliato ed albumi farciti con creme ai vari gusti (non hanno nulla a che spartire con i baci di dama!).
A seconda del sapore, c’è un colore (ma non è una regola rigida), basta mettere del colorante alimentare durante la preparazione ed il gioco è fatto.
In rete si trovano blog, siti, immagini che ne celebrano la bontà e al tempo
stesso la difficoltà; proprio per questo motivo dopo aver scovato la farina di mandorle, non sapevo proprio a che santo votarmi perchè questi dolcetti sono una vera e propria opera d’arte in miniatura e per essere veri macarons devono avere delle caratteristiche ben precise…un occhio a internet e lo si nota subito… per quanto mi riguarda missione compiuta (non ho fatto foto
però) aspetto solo che domani li assaggi la nonna!

variazioni sul tema

Pubblicato da: simonasissi su: febbraio 16, 2010

per tutti quelli che…quanto mi piace la Moleskine!

..appunti di design

Pubblicato da: simonasissi su: gennaio 19, 2010

Coil Lamp è una lampada in kit creata da Craighton Berman. Assolutamente geniale, dato che la struttura è costituita dal filo della lampada stessa.

Coil Lamp è disponibile sia in versione montata a 150$ che in kit da montare a 75$ .

Icone di Stile: Maria Antonietta

Pubblicato da: stefystreghetta su: gennaio 15, 2010

Ho imparato a conoscere la figura della regina Maria Antonietta da bambina quando nei pomeriggi, dopo la scuola, stavo incollata alla tv (erano i mitici anni ‘80) e non perdevo una puntata dei cartoni animati cult dell’epoca: Lady Oscar e La Stella della Senna (anche se per dovere di cronaca il vero titolo della serie era Il Tulipano Nero); l’ho ritrovata poi nei libri di scuola e qualche tempo fa, sul grande schermo, protagonista del nuovo film in costume della geniale regista Sofia Coppola.

Maria Antonietta è universalmente riconosciuta come icona di bellezza e stile e si può certamente affermare che la moda non la seguiva, ma “la faceva”, e veniva presa a modello dalle nobildonne di tutte le corti d’Europa.

Uno stile personale, in chiave Rococò, quando ancora giovanissima fece il suo ingresso alla corte di Francia, promessa sposa al nipote di re Luigi XV; pizzi, merletti, rouches, volant e l’immancabile corpetto con stecche di balena sono i protagonisti di abiti dalla forte presenza scenica al limite della stravaganza.

Dopo la nascita della primogenita Charlotte, Maria Antonietta iniziò uno stile di vita più ritirato lontano dalle feste e dalla mondanità di Versailles nel suo rifugio al Petit Trianon: è di questo periodo il passaggio a uno stile più semplice, elegante e privo di fronzoli, il guardaroba si arricchisce di abiti di mussola bianca a vita alta che verso il 1775 divennero famosi con il nome di chemise à la Reine.

Under the Tuscan Sky

Pubblicato da: stefystreghetta su: gennaio 5, 2010

Negli ultimi due anni, faccio riferimento a quelli appena trascorsi, sono stata in Toscana due volte, la prima speranzosa di trovare luoghi simili a quelli del film “Io ballo da sola”, anche se la zona non era proprio la stessa, la seconda ben convinta che non c’è posto migliore per trascorrere momenti unici; sono stata a Sarteano, cittadina poco nota al grande pubblico ma luogo strategico se si vuole visitare la Val D’Orcia e poi Pienza, Cortona, Montalcino, gli stabilimenti termali (qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta) e fare anche qualche breve deviazione nella vicina Umbria…

Visitata in due momenti diversi, tra loro agli antipodi, rispettivamente in estate e in inverno, ciò che resta negli occhi sono i colori della natura e sulle labbra il sapore dei frutti che la terra offre, da amante del vino posso affermare con certezza che la Toscana ne offre una varietà che fa felici tutti i palati anche i più esigenti, ma non si limita a questo ed è riduttivo il solo pensarlo, la  grande varietà di zuppe della tradizione toscana ne sono la perfetta testimonianza.

Veniamo però a consigli più pratici, se vi va di andare da quelle parti non potete che soggiornare da Gianni ed Enrica presso l’agriturismo La Ghiandaia (www.laghiandaia.it) a Sarteano; potrei elencare mille e più motivi che mi spingono a consigliarvi questo posto mi limito a quelli che considero i fondamentali; sembra di essere a casa propria perché l’ospitalità non è una facciata ma la realtà e, la cucina di Luisa è semplicemente da 10 e lode, gustosa e  rappresenta un valore aggiunto da provare!!!

Buon Natale!

Pubblicato da: simonasissi su: dicembre 22, 2009

…Natale

Pubblicato da: simonasissi su: dicembre 16, 2009

Oggi non è stata una buona giornata, e quando qualcosa non va per il verso giusto come per un incantesimo tutto quanto ti rema contro. Aggiungi le feste, la confusione, le riunioni di famiglia di cui non hai proprio voglia e il gioco è fatto. Liste infinite di regali, di persone da non dimenticare –che poi se le metti in una lista da non dimenticare non sono poi così importanti no?- corse e traffico e…..

……E come sempre, anche quest’anno il Natale arriverà e se ne andrà ad una velocità stratosferica. È quasi più il tempo che passiamo a comprare regali, addobbare la casa, scrivere bigliettini d’auguri che la concreta durata del Natale. Ventiquattro ore, una miriade di pacchettini, la gente che si finge più buona, quella che più buona lo è davvero, quella che non gliene frega niente, e nel giro di una giornata tutto finito, si torna come prima. Niente più luci, niente più addobbi, la normalità insomma.

Però, se si è parecchio fortunati, il cielo a Natale diventa chiaro, l’aria ha quel profumo strano, particolare, il profumo della neve e tutto diventa così silenzioso, etereo, così…, bianco! Questo mi piace del Natale, e la gioia dei bambini e perché no, anche di qualche adulto, nello scartare i regali e nel trovare proprio  quella cosa lì, quella che mi piaceva tanto, quella che “ma come hai fatto a indovinare?”,  e lo stare insieme, e il fare a gara col telefono in mano per chiamarsi proprio a mezzanotte spaccata per farsi gli auguri, e il leggere quel messaggino che non speravi più che arrivasse, e le lacrime per chi il Natale con te non lo può più festeggiare ma che è sempre lì, nella tua anima, nei tuoi ricordi, lassù nel tuo pezzetto di cielo insieme agli angeli. Questo mi piace del Natale.

E anche se oggi è stata una giornata di quelle la, di quelle che ,quando te lo chiedono rispondi che è andata mediamente bene perché non ti va proprio di dire male, di quelle che ti senti come quando un treno ti è passato sopra e che di parlare non ne hai proprio voglia, ho pensato che magari a Natale nevicherà, che le cose si aggiustano sempre prima o poi, che quest’anno di sicuro non sarò più buona, e neanche migliore, ma un po’ più me stessa , più amata e, forse, anche un po’ più felice. Non è proprio così male, no?!

Buon Natale!

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Inspiration

Pubblicato da: simonasissi su: novembre 6, 2009

BECAUSE

 

 

www.freya-art.comTHE REASON

Castello di Belgioioso 17 Ottobre: è tempo di Vintage

Pubblicato da: stefystreghetta su: ottobre 22, 2009

Nata anni fa la mostra mercato del Castello di Belgioioso, vicino Pavia, è il punto di riferimento per chi ama l’abbigliamento e gli accessori vintage. Abiti anni ‘50, borse che profumano di vera pelle, morbidi foulard di seta, bauli un tempo nascosti in vecchie soffitte questo e altro ancora propongono gli espositori presenti al Castello due volte l’anno, ad Aprile e Ottobre.
Ma perchè vintage? Il termine coniato, inizialmente, per i vini vendemmiati e prodotti nelle annate migliori, è poi diventato sinonimo dell’espressione d’annata; con la parola vintage si intende la moda d’epoca intesa come patrimonio storico e culturale rappresentato da capi d’abbigliamento, accessori e bijoux; l’abito o l’accessorio che si differenzia e contraddistingue dal generico “second hand” (l’usato) poiché la caratteristica principale non è quella di essere stato utilizzato in passato quanto piuttosto il valore che progressivamente ha acquisito nel tempo, per le sue doti di irripetibilità nonché per essere testimonianza dello splendore di un’epoca passata e per aver segnato profondamente alcuni tratti iconici di un particolare momento storico della moda.

Passeggiare per gli spazi espositivi del Castello è come camminare per le varie epoche della moda: si passa dal vintage dei colorati anni ‘50, alle stampe degli anni ‘60 fino all’abbigliamento dei favolosi anni ‘80 tutto lustrini e paillettes; ogni singolo capo rimanda a un’epoca e racconta la storia di un periodoHE1308-001JG9634-001HR3194-001, di un luogo, di un momento.

Icone di Stile: Tamara de Lempicka

Pubblicato da: stefystreghetta su: ottobre 12, 2009

Milano, galleria del Conte Emanuele Castelbarco, Bottega di Poesia, situata in via Montenapoleone 14, la prima mostra personale di Tamara de Lempicka, nel 1925 ha come sfondo questo luogo.

Pittrice cosmopolita e icona dell’Art Déco, Tamara de Lempicka ha creato immagini che sono diventate il simbolo di un’epoca: “i folli” anni Venti e Trenta di cui diventa la più brillante interprete, rappresentando la donna emancipata, libera, indipendente e trasgressiva.
Tamara coltiva il suo talento artistico e allo stesso tempo costruisce con cura la propria immagine di donna elegante e sofisticata, diventando presto la protagonista stravagante della mondanità internazionale, vivendo tra la Russia e Parigi per poi arrivare in Italia e negli Stati Uniti e passare gli ultimi anni della sua vita in Messico.
Tamara, già sposa di Tadeusz Lempicki, lascia San Pietroburgo sotto l’assedio bolscevico, e inizia una nuova vita a Parigi dove nasce la figlia Kizette. Memore dell’arte russa di ispirazione cubista, allieva a Parigi di André Lhote, Tamara de Lempicka si presenta al mondo dell’arte parigino esponendo nel 1922; tra i suoi primi ritratti, quello dedicato proprio alla figlia, Portrait d’une fillette avec son ourson (1922), La bohémienne (1923), Danseuse russe (1923-1924).

Il successo e il lancio internazionale avvengono in Italia con la personale di Milano del 1925.

Il legame della Lempicka con l’Italia ha origini lontane, quando nel 1911, ancora fanciulla, visita i musei di Firenze, Roma, Venezia accompagnando la nonna Clementine in un viaggio; la passione per l’arte italiana, in particolare per Botticelli, Raffaello e Pontormo, nasce proprio in questo periodo; da questi grandi artisti riprende numerosi studi: disegni e schizzi di figure sono riutilizzati in modo evidente in molte sue opere. L’Italia è anche il teatro di molti suoi amori: dal marchese Guido Sommin al conte veneziano Vettor Marcello, a Gino Puglisi, importante collezionista di Tamara.
Qualche anno dopo, siamo nel 1928, divorzia dal marito. La vita familiare degli ultimi anni è burrascosa: Tadeusz non tollera le sue relazioni, l’uso di cocaina, le notti passate nei locali, i rientri al mattino e le lunghe sedute di lavoro ascoltando Wagner a tutto volume. Alla fine dello stesso anno diventa l’amante del barone Kuffner. Poco dopo si trasferisce negli Stati Uniti per dipingere un ritratto e decide di rimanervi per quattro mesi.
È il 1932, si susseguono una lunghissima serie di mostre in cui espone le sue opere: Tamara è ormai un’affermata artista a livello internazionale; nello stesso anno una forte crisi depressiva la colpisce quando apprende che l’ex marito Tadeusz sta per sposarsi con Irene Spiess . Nel 1934 si sposa con il barone Kuffner: il matrimonio è per Tamara una sicura sistemazione sociale ed economica, della quale non ha peraltro bisogno in questo momento, perché “guadagna più di quanto riesce a spendere”, nonostante l’alto tenore di vita. Tra i due esistono accordi precisi, secondo i quali ognuno ha la massima libertà sessuale. La depressione di Tamara intanto peggiora, finchè nel 1935 arriva a un punto di non ritorno: verso settembre inizia una cura a Salsomaggiore e, secondo il suo racconto, si reca disperata in un convento vicino Parma, dove incontra la Madre superiora poi ritratta nel dipinto Musée des Beaux-Arts. La suora, sul cui volto leggeva “tutta la sofferenza del mondo”, riesce a sollevarla; dal dipinto Tamara non si separerà mai, considerandolo il più prezioso.
Nel 1939 si trasferisce a New York dove la stampa però accoglie con scetticismo il suo lavoro poia Cuba e poi ancora negli Stati Uniti. Tamara inizia a dare feste con duecento-quattrocento invitati. Conosce Greta Garbo, il suo idolo, che diventa per lei una specie di ossessione; ogni volta che parla con la stampa la cita, e annuncia che sta dipingendo un suo ritratto. Compare in almeno dodici giornali la foto di Joffé in cui è ritratta in tutta la sua ricchezza: cappello nero con veletta, unghie laccate, tre file di perle, orecchini e bracciali con diamanti. A fine luglio arrivano a Beverly Hills Kizette e Louisianne Kuffner, nata dal primo matrimonio del barone, che sono scappate dalla Francia con documenti falsi. Tamara presenta Kizette come sua sorella, visto che dichiara di non avere figli.

Il 7 aprile 1941, alla Julian Levy Gallery, inaugura la sua personale: Tamara de Lempicka / Baroness de Kuffner: nel titolo inserisce anche il titolo nobiliare; il catalogo è introdotto da un testo di André Maurois, le opere esposte sono ventidue. In assoluta contraddizione con la vita sfarzosa che conduce a Hollywood, così stravagante da stupire gli americani e interessare la stampa, le opere esposte sono tutte di tematica religiosa o “poverista”.
Nel 1942 inaugura la mostra a Milwaukee, all’Art Center.
Nl 1945 i Kuffner ottengono la cittadinanza americana, e partono per l’Europa.

Per un decennio Tamara decide di non esporre nulla, nel 1972 a Parigi, la mostra alla Galerie du Luxembourg, sancisce il suo ritorno sulla scena.
Dal 1975, le opere della Lempicka ora sono inserite nelle mostre sugli anni Venti e Trenta, considerate come il documento più fedele dello spirito del tempo.
Gli anni successivi sono segnati dalla malattia e da continui ricoveri in ospedale: muore nella notte del 18 marzo del 1980, stroncata da difficoltà respiratorie. Il 27 marzo una Messa è celebrata nella cattedrale, e poi Contreras e Kizette salgono su un elicottero. È una giornata ventosa, con difficoltà viene raggiunto il fianco del vulcano e le ceneri vengono sparse sul Popocatepetl, secondo i suoi desideri.

tamara's pictures